Differenze tra le versioni di "Manu"

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(Sanscrito मनु) - Il grande legislatore Indiano. Il nome deriva dalla radice sanscrita man, "pensare" - l'umanità in realtà, ma sta per Swayambhuva, il primo dei manu, che cominciarono con Swayambhu, l'"auto-esistente", quindi il Logos ed il progenitore dell'umanità. Il Grande Reggente dei Guardiani di un sistema planetario. Nei miti brahmanici è l'equivalente di Adamo biblico. È il prototipo della razza umana "pensante", uno dei 14 creatori secondari e progenitori degli uomini. Nella mitologia indù è il Demiurgo, un Essere Divino, progenitore degli uomini, ed anche il primo grande Legislatore. A lui è attribuita la suddivisione degli uomini in caste.

Il così detto codice di leggi che porta il suo nome (Le Ordinanze di Manu) è l'opera più autorevole e prestigiosa fra i testi che trattano del dharma, ossia dei diritti e dei doveri dell'uomo, in tutte le branche della sua attività. L'epoca di composizione del testo , che conserva brani molto antichi, è a cavallo dell'inizio dell'era volgare: II secolo a.C., II secolo d.C. Esso godeva larga fama già nel IV secolo d.C. e fu successivamente e ripetutamente commentato.

Più che di un codice vero e proprio, si tratta di una raccolta di principi generali cui deve ispirarsi la società e sostiene chiaramente i privilegi della casta brahmanica, alla quale è riservata l'interpretazione autentica della tradizione. Sono in tutto 12 libri in versi, ciascuno dei quali tratta un particolare argomento. Per quanto concerne il collegamento fra i Manu e l'umanità, all'inizio di ognuna delle sette Ronde, od Onde di vita, di una Manifestazione, per ognuna delle sette razze radice e per ognuna delle sette sottorazze, vi è un manu di quella umanità, che ne è il progenitore. Considerando che noi viviamo nella quarta ronda, quinta razza radice, quinta sottorazza (4x7=28+5=33), dobbiamo considerarci sotto il 33^ manu, numero che, per alcuni casualmente, rappresenta l'età di Gesù al momento della crocifissione. Ogni Razza ed ogni Sottorazza ha un manu radice che apre la sua umanità come progenitore, ed un manu seme che chiude il periodo, raccoglie il karma e lo riporta alla sottorazza successiva.

Manu procede da Mahat, come il pensiero procede dalla mente. I Purana raccontano che la stirpe dei manu è stata generata da Vaivasvata Manu, figlio di Surya, il Sole, il Salvatore della nostra razza. Manvantara è equivalente a manu-antara e significa periodo di tempo fa due manu. Un giorno di Brahma comprende sette ronde, ogni ronda ha sette razze, ogni razza sette sottorazze, pertanto ogni ronda ha 49 manu ed un giorno di Brahma 343 manu. Ma 343 è un numero dai mille significati. 3+4+3 sono i Regni della Natura, 343 è la durata di un anno lunare (8 mesi di 28 giorni + 4 mesi di 29), e 343 è il raggio reale del sistema indù di quadratura del cerchio. Poiché il cerchio è il simbolo primo della manifestazione ed il quadrato il simbolo della caduta nella materia, esiste un rapporto fra l'astronomia e l'umanità? Nei Vishnu Purana si dice che il regno di un manu dura 71 periodi di 4 età; ciò corrisponde ad un Mahayuga, ovvero 4.320.000 anni solari.

La suddivisione settenaria dei manu e delle umanità (che poi sono la stessa cosa, risponde all'unità fondamentale dei grandi periodi che è la settimana (sette manu) composta di sette giorni. I sette Rishi ed i 14 Manu dei sette Manvantara, usciti dalla mente di Brahma, sono i figli nati dalla Mente, quelli con cui ha inizio l'umanità divisa in razze, l'uomo celeste, il Logos, ecc. L'Uomo Celeste è Adam Kadmon, la sintesi dei sephiroti, come Manu Svayambhuva è la sintesi dei Prajapati. Nell'allegoria Vaivasvata Manu, il nostro progenitore, è un uomo deva che salva nell'arca (il principio femminile) i germi dell'umanità ed anche i sette rishi che qui stanno come simboli dei sette principi umani.

Nel Rig Veda, manu è considerato come colui che istituì ed insegnò il sacrificio ed ogni altra cerimonia religiosa, Questo nome, poi, è stato applicato ai progenitori e sovrani della Terra, che la governano per un lungo periodo. Il primo manu è Svayambhuva, l'Auto-esistente, l'Auto-generato, Creatore secondario dopo Brahma. Sembrerebbe che a questo manu sia attribuito il famoso codice di leggi.[1]


Nell’antica accezione del Rig Veda è l’“uomo”. Manu, secondo il “Nigantu e Nirukta”, deriva dalla radice man “pensare”. Teosoficamente è il complesso di “entità” che appare all’inizio e alla fine di un ciclo di progresso, di shristi, dando origine ad ogni cosa e che resta, per così dire, in cattedra per quel periodo. È talvolta inteso come il terzo Logos.[2]


Si ricorda che il Glossario completo de La Dottrina Segreta è consultabile al sito della Società Teosofica Italiana.

Note

  1. Da Manu nel Glossario a cura di Michele Zappalà
  2. Pier Giorgio Parola, Glossario Teosofico. Raccolta di termini usati nella letteratura teosofica, Edizioni Teosofiche Italiane, Vicenza, 2013, p. 50