Differenze tra le versioni di "Materia"

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E’ inscindibile dallo spirito, a cui è collegata tramite fohat ed è il sostrato comune del mutamento; essa costituisce l’energia ovvero il puro potere espresso dall’entità cosmica. È il lato formale dell’universo manifestato, quello che gode dell’attributo della estensione, lo schermo sul quale possiamo ravvisare le forme. Spirito e materia uniti, monade, corrispondono alla vita, alla vita unica. Di solito si pensa che la materia sia il “materiale” terreno di cui sono fatte le cose e null’altro e questo è un errore pericoloso.[1]


In campo filosofico, fin dalle origini si pone la contrapposizione fra le due concezioni principali: la materia concepita in termini metafisici e la materia che tende alla metafisica partendo dalla natura.

Per Platone la materia è una realtà squisitamente metafisica, per Democrito e Leucippo essa è "grandezza" e "figura". Per Aristotele la materia prima è il polo opposto dell'Atto puro; essa, essendo priva di qualsiasi determinazione formale, è di per sè inconoscibile, pura passività e ricettività. Per gli Stoici la materia era la "sostanza prima", intesa come soggetto passivo. Per Plotino la materia era non-essere, ovvero il limite opaco che segnava il confine all'espansione del principio spirituale luminoso. Agostino considera la materia come "assolutamente informe e priva di qualità", quindi prossima al nulla. Tommaso ritiene la materia imperfetta ed incompleta.

Bisognerà aspettare il XV secolo per vedere attribuire alla materia un ruolo attivo che permea di sé tutte le cose. Bruno concepisce la materia come "subietto" di tutte gli esseri compresi gli spiriti. Cartesio darà impulso ad una visione moderna della materia, in termini naturalistici e fisici. Nei secoli XVII e XVIII la materia sarà vista come estensione, interpreti di questa teoria sono Hobbes e Spinoza, che gettano le fondamenta della ricerca scientifica. Per Kant la materia "riempie uno spazio non attraverso la sua pura esistenza, ma mediante una particolare forza motrice".

Per i Romantici la materia è costituita da tre tipi di forza (espansiva, attrattiva e sintetica) cui corrispondono rispettivamente i fenomeni naturali del magnetismo, dell'elettricità e del chimismo. Mach ritiene la materia una "determinata connessione degli elementi sensibili in conformità di una legge". Il pensiero moderno ha posizioni così articolate che è praticamente impossibile fare una sintesi.

Materia e forma, hanno un preciso senso gnoseologico, che è sviluppato molto bene da Kant e la contrapposizione è ripresa anche da filosofi successivi. Astrologicamente, la Luna è la materia informe, il Sole la forma, ovvero la virtù agente. La Luna, infatti, quando è scura, non possiede forma; la luce del Sole sembra plasmare la materia lunare che, quasi fosse cera molle, a seconda dell'illuminazione assume ora una forma ora un'altra.

La Vita è una forma unica di esistenza che vede la materia quale veicolo per la manifestazione dell'Anima sul nostro piano di esistenza, e l'Anima quale veicolo per la manifestazione dello Spirito sul piano più elevato. Si tratta, quindi, di una Trinità (Spirito, Anima, Vita), la cui sintesi è la Vita. Elettricità, luce, calore, ecc. vengono chiamati "ombre della materia in movimento, ovvero stati sospensori della materia, di cui possiamo conoscere solo gli effetti. Sul nostro piano di esistenza non può esserci alcuna manifestazione di coscienza, totale o parziale,, se non attraverso un veicolo di materia, ovvero un aggregato fisico del quale sia possibile la percezione.

Per l'Occultista, la Materia è quella totalità di esistenze nel Cosmo che è compresa in uno qualsiasi dei piani di percezione. Il calore è luce in riposo, la luce è calore in rapido movimento; entrambi sono fantasmi ed ombre della materia in movimento. La materia esiste in due condizioni: sukshma, condizione latente o indifferenziata, sthula, condizione differenziata. Solo in quest'ultimo stato diventa anu, atomica. In Natura ogni cosa è composta da due tipi di materia: una fissa ed eterea, l'altra passiva ed inerte. La materia grossolana, ponderabile, è il corpo, il guscio di Materia o Sostanza, il principio femminile passivo; Prana è il principio maschile attivo. Mulaprakriti è la Materia Radice, Daiviprakriti è la Prima Materia, divina ed intelligente, diretta emanazione della Mente Universale, ciò che forma tutti i globi semoventi del Cosmo. Essa è ritenuta l'origine del male quando viene identificata con la Diade.

La Materia primordiale, sotto l'impulso della legge ciclica, si separa e si differenzia, dividendosi secondo uno schema generale in una scala settenaria di sostanze. Lo Spirito è Materia al settimo piano, mentre la Materia è lo Spirito al piano più basso: entrambi sono Maya. La sacra trinità ipostatica è costituita da Etere, Materia ed Energia. Noè che galleggia sull'Arca, nelle acque del diluvio, è lo Spirito che, nel principio femminile (Argha, la Luna, la vagina), cade nella Materia. E Noè pianta la vigna, beve il vino e si ubriaca: è lo Spirito che, imprigionato nella Materia, rimane intossicato. Spirito e Materia sono equilibrati nell'uomo. Sull'arco discendente si afferma la Materia, su quello ascendente si riafferma lo Spirito. Alla fine del ciclo, la Monade è totalmente spiritualizzata, avendo perso la materia che la ricopriva.

La Materia è chiamata il regno di Satana, poiché si ritiene che in essa possa trovarsi il seme del male. Dio, infatti, puro Spirito, è Luce che si rispecchia invertito nella Natura, o Materia, divenendo in tal modo "tenebre"; questo il pensiero di E. Levi. Il Diavolo non è un'entità malefica ma l'insieme delle forze disintegranti contro cui lotta la Materia, nelle sue innumerevoli forme e diversi stati, per mantenere la sua esistenza effimera. L'Abisso, o il Caos, era chiamato da Valentino "Sige", ed indicava la Materia nata dal Silenzio. Il suo opposto era Bitos; assieme costituivano il binario primordiale. Allo Spirito è associato il numero 3, alla Materia il numero 4; al primo la linea verticale, alla seconda la linea orizzontale: insieme formano la croce. Il 3 è indivisibile, il 4 giace sul piano della percezione oggettiva. Il 3 è il Triangolo, la triade sephirotale superiore del Cabalisti, da cui emana il 4, il Quadrato. E ciò è confermato da Pitagora nella sua Tetraktis.

Nel Sistema Solare abbiamo sette stadi differenziati di Materia, o sette condizioni, dette anche capacità di percezione, di Prajna. Ne consegue che ci debbono essere sette stati di coscienza nell'uomo; a seconda del maggiore o minore sviluppo di questi stati, furono concepiti i diversi sistemi di religioni e di filosofia. Ogni oggetto esterno che cade sotto la nostra percezione è solo il prodotto del nostro stato mentale, per cui si può affermare che prakriti è illusione, mentre la sola realtà è purusha.

Nell'opera "Origine delle Misure", Skinner rileva che la figura del cubo disteso, in relazione con il cerchio, diventa una croce, la forma del tau. Il cubo ha sei facce, ma il suo svolgimento in croce ne produce sette, essendo quella centrale in comune: abbiamo quattro quadrati in verticale e tre in orizzontale. Abbiamo 4 + 3 = 7. Quattro è il simbolo dell'Universo allo stato potenziale, o Materia Caotica, Tre è il simbolo dello Spirito, che la permea attivamente. Il Triangolo astratto primitivo deve perdere la sua qualità unidimensionale e spandersi attraverso la Materia, formando in tal modo la base manifestata dello spazio tridimensionale, affinché l'Universo possa manifestarsi in modo intelligibile. È il cubo disteso che dà luogo a ciò, mentre la croce ansata diventa simbolo dell'uomo, della generazione e della vita.

In Egitto Ank significava "Anima", "Vita", "Sangue". È l'uomo animato, vivente e settenario. Il Settenario è Spirito + Materia. L'autocoscienza a determinate forme della Materia viene data da Mahat che, cadendo in essa, ne sviluppa il Manas, l'egoismo. Non esiste Forza senza Materia e non esiste Materia senza Forza.[2]


Si ricorda che il Glossario completo de La Dottrina Segreta è consultabile al sito della Società Teosofica Italiana.

Note

  1. Pier Giorgio Parola, Glossario Teosofico. Raccolta di termini usati nella letteratura teosofica, Edizioni Teosofiche Italiane, Vicenza, 2013, p. 51
  2. Da Materia nel Glossario a cura di Michele Zappalà