Lettera dei Mahatma n° 45

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Questa è la prima lettera indirizzata ad A.P. Sinnett dal Mahatma K.H. dopo il ritorno di quest'ultimo dal suo ritiro. David Reigle, studioso del sistema Teosofico e Buddhista, ha identificato la fonte per alcune delle espressioni utilizzate nel seguente frammento di questa lettera:

Guardatevi attorno, amico mio: osservate «i tre veleni» che infuriano nel cuore dell’uomo – l’ira, la brama e l’illusione – e le cinque tenebre – l’invidia, la passione, l’incostanza, la pigrizia e lo scetticismo – che gli impediscono sempre di scorgere la verità. Essi non si libereranno mai dalla corruzione dei loro cuori vanitosi e perversi, e non percepiranno la parte spirituale di sé. Non cercherete – per abbreviare la distanza che ci separa – di sciogliervi dai lacci della vita e della morte in cui essi sono impigliati, di alimentare meno la brama e il desiderio?[1]

Questo frammento cita il testo: A Catena of Buddhist Scriptures from the Chinese, di Samuel Beal (Londra, 1871, pp. 196-197), che era uno dei pochissimi libri allora disponibili che parlasse dell'insegnamento buddhista fondamentale:

Buddha disse: Un uomo che ama la brama e il desiderio e non mira alla conoscenza suprema, è come un vaso di acqua sporca, in cui sono posti tutti i tipi di oggetti belli - l'acqua viene scossa dagli uomini e non si può vedere nulla degli oggetti ivi collocati; lo stesso accadde con la lussuria e il desiderio che, causando confusione e disordine nel cuore, sono come il fango nell'acqua, impediscono di vedere la bellezza della ragione suprema (religione). Ma se un uomo, mediante il processo graduale di confessione e pentimento, si avvicina all'acquisizione della conoscenza, allora il fango nell'acqua viene rimosso, tutto è chiaro e puro, egli rimuove la contaminazione e immediatamente la forma sostanziale emerge. Così anche quando un fuoco viene posto sotto una pentola, e l'acqua viene fatta bollire, se qualcuno guarda sopra di essa, non vede la sua propria ombra". Quindi i tre veleni che infuriano nel cuore, e le cinque tenebre che lo circondano, impediscono a tutti gli effetti di raggiungere (vedere) la ragione suprema . Ma una volta che ci siamo sbarazzati dell'inquinamento proprio del cuore malvagio, percependo poi la parte spirituale di noi stessi che ci appartiene sin dal principio, sebbene ancora coinvolti nella rete della vita e della morte - a quel punto gioiosamente scaliamo le vette che conducono al Paradiso di tutti i Buddha, dove la ragione e la virtù dimorano eternamente.. (dal Sūtra delle Quarantadue sezioni)[2]

La dottrina del Tathāgata-garbha

David Reigle sottolinea inoltre che è interessante notare come il Mahatma qui parli di ciò che è chiaramente il tathāgata-garbha, dal momento che questa dottrina non si trova nel buddhismo meridionale, ed era sconosciuta al mondo esterno fino alla pubblicazione nel 1931 della traduzione dal tibetano del Uttara-Tantra o Ratna-gotra-vibhaga ad opera di E. Obermiller.

Il testo sanscrito è stato in seguito scoperto e pubblicato nel 1950. Nell'ultima traduzione inglese, When the Clouds Part di Karl Brunnholzl, tathāgata-garbha viene tradotto come “Tathāgata Heart"[3], mentre le traduzioni precedenti avevano utilizzato "essence"[4] o "germ"[5] o "matrix"[6] o "embryo"[7] piuttosto che "cuore". Oggi il tathāgata-garbha è generalmente indicato come la natura di Buddha, perché esprime bene il concetto cui il termine si riferisce, anche se questa non è una traduzione letterale.

Note

  1. Lettere dei Mahatma a A.P. Sinnett, 2 voll., Edizioni Teosofiche Italiane, Vicenza, 2010, I, Lettera n° 45, p. 382
  2. Il testo originale è in sanscrito, tradotto poi in inglese e – in questo caso – successivamente in italiano. Le traduzioni di questi importanti termini buddhisti sono tutt’altro che semplici e presentano molte difficoltà e possibilità di errore. Per una migliore traduzione (disponibile – per il momento - solo in inglese) di questi termini si rimanda alla pagina Three poisons and five hindrances
  3. Heart = cuore [N.d.T.]
  4. Essenza, sostanza, natura [N.d.T.]
  5. Germe, seme, principio [N.d.T.]
  6. Matrice [N.d.T.]
  7. Embrione [N.d.T.]