Nirvana

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(Sanscrito निर्वाण nirvāṇa) - Lo stato di Non-coscienza assoluta e di Esistenza assoluta, nel quale entra l'Ego di una persona che ha raggiunto il più alto grado di perfezione e di santità, normalmente dopo che è avvenuta la morte del corpo fisico. Tale stato viene raggiunto in vita solo dai Buddha o da un essere ad esso comparabile. Secondo gli Orientalisti, "lo spegnersi totale", come la fiamma di una candela, la completa estinzione dell'esistenza. Ma nella spiegazione esoterica, è uno stato di esistenza assoluta, di gioia totale ed infinita, inesprimibile. Nei testi canonici del buddhismo il termine designa : se applicato a vivente, l'estinzione delle passioni, se applicato ad un morto, la liberazione dalle rinascite. La felicità di questo stato perfetto è puramente negativa (dal punto di vista umano), poiché è definita come cessazione delle sensazioni e del dolore.

Il Nirvana è la condizione di salvezza suprema nelle tre grandi religioni indiane : induismo, buddhismo e jainismo. Il suo sviluppo più completo si ha nel buddhismo dove diventa una delle quattro "nobili verità" insegnate dal Buddha, in ordine alla salvezza. E salvezza e Nirvana sono la stessa cosa perchè, eliminato il desiderio, causa del dolore, si elimina la sofferenza, ma anche la sete di vita e, quindi, il ciclo delle rinascite. Ed allora si entra nel Nirvana, una sfera indefinibile, il totale annientamento per la scuola sautrantica, una coscienza infinita e luminosa secondo la scuola mahayana. La scuola tathagatagarbha, invece, sostiene che la buddhità è presente in tutti gli esseri celata, perché coperta da impurità, ma destinata a rivelarsi tramite una graduale purificazione. Una volta raggiunta la suprema trasparenza, non si ha più differenza tra questa ed il nirvana.

Anche il tantrismo professa la buddhità come felicità suprema ma, per raggiungerla, indica una via diversa, facendo larghe concessioni al rituale ed alle pratiche magiche. Il Nirvana, comunque, non è il nulla, l'annientamento, ma lo stato incondizionato che è e che non è. Questo stato subentra quando sono state rimosse la mania, la brama e l'ignoranza. Esso è identico allo stato di risveglio e si identifica con la immortalità. Tale realizzazione implica il distacco totale, la dissoluzione del vincolo , sia umano sia divino, di questo e dell'altro mondo, dell'essere e del non-essere. Il Nirvana è la sede in cui non vi è l'alba nè il tramonto, né nascita né morte, né divenire. Esso equivale a mukti e significa liberazione dai ceppi di Maya, o Illusione. i buddhisti insegnano che sul piano oggettivo solo due cose sono eterne: Akasha e Nirvana; ma anche questo non è vero perchè in assoluto esse sono una sola cosa, diventa due sul piano di Maya, o della illusione. Il Nirvana è la liberazione finale dall'illusione.[1]

E’ un termine che ha diverse interpretazioni a seconda delle varie scuole indù e buddhiste. Letteralmente significa “estinzione”, ma non è l’“annichilimento”, bensì uno stato libero dall’illusione (māyā) e dall’ignoranza (avidyā); è l’estinzione quindi solo dei principi “inferiori” dell’uomo, della personalità. Secondo la teosofia il nirvāna è uno stato di coscienza assoluta, incondizionata, è la ri-identificazione con il SÉ (ātman), è la perfezione che può essere ottenuta dall’uomo con il dharmakāya.[2]


Si ricorda che il Glossario completo de La Dottrina Segreta è consultabile al sito della Società Teosofica Italiana.

Note

  1. Da Nirvana nel Glossario a cura di Michele Zappalà
  2. Pier Giorgio Parola, Glossario Teosofico. Raccolta di termini usati nella letteratura teosofica, Edizioni Teosofiche Italiane, Vicenza, 2013, p. 54