Tetragrammaton

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(Greco τετραγράμματον) Le quattro lettere del nome di Dio, il suo appellativo greco. In ebraico, le quattro lettere sono "yod, he, vau, he" o, in maiuscole inglesi, IHVH; può essere letto Jeve, YEWE, Jeohovah, l'androgino. La vera pronuncia antica, però, è ora sconosciuta; il vero ebreo considerava questo nome troppo sacro per pronunciarlo e, quando leggeva le sacre scritture, lo sostituiva con l'appellativo "Adonai", che significa Signore. Nella Kabbalah, I è associato a Chokmah, H a Binah, V a Tipheret e la H finale a Malkuth; secondo altri, le prime tre lettere sono Kether, Chokmah e Binah, la quarta rappresenta gli altri sephirot (come quaternario comprendente i sette sephirot inferiori, il suo significato è Fallico).

I Cristiani, in genere, chiamano IHVH Jehovah e molti studiosi moderni della Bibbia lo scrivono Yahveh. Nella Dottrina Segreta il nome Jehovah è assegnato solo alla Sephira Binah, ma questo attributo non è riconosciuto dalla scuola Rosacroce dei Cabalisti e nemmeno da Mathers nella sua traduzione della Kabbalah Denudata di Knorr von Rosenroth: alcune autorità Cabalistiche hanno associato solo Binah con IHVH, limitatamente al riferimento allo Jehovah del Giudaismo exoterico.

Lo IHVH della Kabbalah ha solo una debole somiglianza con il Dio del Vecchio Testamento. Il Tetragrammaton è sacro solo nella sua sintesi astratta, ed equivale alla Tetraktis pitagorica. [...] Il Tetragrammaton è uno con la Natura, l'egizia Iside, ed è la serie exoterica di Divinità androgine quali Iside-Osiride, Giove-Giunone, Brahma-Vach, Jah-hovah, ecc. Nel suo significato cosmogonico, il Tetragrammaton corrisponde al Brahma - Prajapati della filosofia indù, con due aspetti fondamentali: Macroprosopo, Quadrato perfetto assoluto, la Tetraktis nel cerchio (detta anche Ain, il Non-Essere), l'illimitabile assoluto Essere; Microprosopo, l'Uomo Celeste, il Logos manifestato, il Triangolo nel Quadrato. Il Tetragrammaton è il Tre fatto Quattro, o il Quattro fatto Tre, che su questa Terra è rappresentato dai suoi compagni, detti anche "occhi"; I Sette Occhi del Signore sono i sette sephiroti inferiori. Esso è la perfetta essenza del numero sette, nel suo significato terrestre, numero posto fra il quattro ed il nove, base e fondamento, astralmente, del nostro mondo fisico e dell'uomo nel regno di Malkuth.

Fu Filone a chiamare Tetragrammaton le quattro lettere del sacro nome del Dio di Israele. In antica epoca testamentaria esso non poteva essere pronunciato da persona comune, ma solo dal Grande Sacerdote, l'unico a conoscerne l'esatta pronuncia. Tale pronuncia, infatti, è dotata di poteri soprannaturali ed ha costituito oggetto della speculazione rabbinica. La Kabbalah di Knorr von Rosenroth non ha alcuna autorità per i Cabalisti Orientali, perché è noto che nello scrivere la Kabbalah Denudata egli seguì il manoscritto moderno anziché quello antico (Caldeo); ed è anche risaputo che quel manoscritto e le scritture dello Zohar che sono classificate "antiche", menzionano, ed alcune usano, le vocali Ebraiche o Punti Masoretici.[1]


Si ricorda che il Glossario completo de La Dottrina Segreta è consultabile al sito della Società Teosofica Italiana.

Note

  1. Da Tetragrammaton nel Glossario a cura di Michele Zappalà