Akasha

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(Sanscrito आकाश “Ākāśa”) - La sottile essenza soprasensibile, spirituale, che pervade tutto lo spazio; la sostanza primordiale erroneamente identificata con l'Etere. Ma essa sta all'Etere come lo Spirito sta alla Materia, o l' Atma al Kama-rupa. È infatti lo spazio universale in cui giace strettamente congiunta l'eterna ideazione dell'Universo nei suoi aspetti sempre mutanti sui piani della materia e dell'oggettività, e da cui si irradia il Primo Logos; o pensiero manifesto. È per tale motivo che si dice nei Purana che Akasha ha un unico attributo, cioè il suono, perchè il suono non è altro che il simbolo espresso nel Logos, cioè la 'Parola' nel suo senso mistico. Nei misteri sacrificali Akasha è il Deva onnipotente che tutto regola e che ricopre il ruolo di Sadasya, il sovraintendente agli effetti magici nelle cerimonie religiose e, nell'antichità, aveva il proprio Hotri (sacerdote) particolare, che ne assumeva il nome. Akasha è l'agente indispensabile in ogni Kritya (cerimonia magica) sia religiosa che profana. L'espressione 'suscitare il Brahma', significa suscitare il potere che giace latente al fondo di ogni operazione magica; infatti i sacrifici Vedici non sono altro che cerimoniali magici.[1]

(Ākāśa) (Ǣther): termine che ne La Dottrina Segreta è usato sovente e con diverse accezioni e che, etimologicamente, significa il “luminoso”, lo “splendente”. E’ la sostanza spaziale primordiale, la radice di tutto, onnipervadente, è il primo degli elementi cosmici ed ha sette gradi. Talvolta è usato come sinonimo sia di Mūlaprakriti, lo spirito-sostanza cosmico, che dello svabhāvat dei buddhisti e anche dell’anima mundi. In un altro senso ākāsha è il quinto tattva. Il termine non deve essere confuso con l’etere comune. [...] L’ ākasha è infinito, non è relativizzabile.[2]


Si ricorda che il Glossario completo de La Dottrina Segreta è consultabile al sito della Società Teosofica Italiana.

Note

  1. Da Akasha nel Glossario a cura di Michele Zappalà
  2. Pier Giorgio Parola, Glossario Teosofico. Raccolta di termini usati nella letteratura teosofica, Edizioni Teosofiche Italiane, Vicenza, 2013, p. 11