Differenze tra le versioni di "Shishta"

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Significa: “quello rimasto”. Per la dottrina teosofica sono gli esseri, per ogni regno, lasciati indietro quando un globo viene oscurato. Gli shishta sono i migliori esponenti dell’“onda monadica” di ogni regno che vengono abbandonati “in riposo” su un globo, aspettando di essere i germi della vita quando, all’inizio di un nuovo ciclo di attività, sopraverrà sul globo una nuova onda di vita ed essi si risveglieranno per guidarla.[1]

Si ricorda che il Glossario completo de La Dottrina Segreta è consultabile al sito della Società Teosofica Italiana.

Note

  1. Pier Giorgio Parola, Glossario Teosofico. Raccolta di termini usati nella letteratura teosofica, Edizioni Teosofiche Italiane, Vicenza, 2013, p. 68